STARTUP TECNOLOGICHE: L’INIZIO DI UN NUOVO “UMANESIMO”?

STARTUP TECNOLOGICHE: L’INIZIO DI UN NUOVO “UMANESIMO”?

Metti una (stranamente) mite serata di fine febbraio, metti un (sempre affascinante) palazzo nascosto tra le vie di Como, metti un (nutrito) manipolo di giovani professionisti che decidono di concludere la giornata parlando di un futuro che, in realtà, è presente…

Credo che già attraverso questi pochi e semplici tratti si colga l’atmosfera che ha caratterizzato l’incontro “Startup tecnologiche” organizzato dal Coordinamento Gruppo Giovani della provincia di Como giovedì 28 febbraio 2019 presso la sede del nostro Ordine.

Startup tecnologica: guardando alle definizioni da manuale risulta naturale pensare che il termine startup non possa che accompagnarsi al concetto di tecnologia, trattandosi essenzialmente di “[…] una piccola società che affronta un problema tecnico difficile” (Graham, 2011). In effetti, entrambe le realtà che sono state presentate nel corso dell’evento interpretano fedelmente questo tipo di ruolo sulla scena non solo lombarda ma anche italiana.

E’ curioso, ma allo stesso tempo rassicurante, prendere atto che la caratteristica che accomuna Verisure e Revofactory, introdotte rispettivamente da Marco Erra e Cristian Fresolone, consiste principalmente nel porre al centro della routine quotidiana la persona, intesa sia sotto il profilo di fruitore che di erogatore dell’attività.

In un mondo in cui complessità e incertezza dominano il contesto competitivo, tecnologico e di mercato, in un panorama aziendale che ha oltrepassato il punto di non ritorno lungo la via della quarta rivoluzione industriale, in una società sempre più social e sempre meno sociale, si scopre che la vera sfida è rappresentata dal trasferimento della conoscenza dall’uomo alla macchina. Questo passaggio, la cui necessità appare sempre più manifesta, non si pone l’obiettivo di sostituire completamente il primo, bensì di supportarlo, delegando alla seconda compiti e mansioni più adatte allo sfruttamento della potenza di calcolo che all’esercizio di una testa pensante.

A dispetto dei timori che circondano i filoni di ricerca legati al mondo dell’Automazione nonché a quello dell’Intelligenza Artificiale, Marco Erra, che incarna appassionatamente la figura strategica del venditore-installatore, ci ha così rivelato che lo slogan di Verisure, azienda di prodotto (sistemi di sicurezza per la casa e per il business) che fa del servizio e dell’offerta di soluzioni personalizzate il suo segno distintivo, è passato da “Ascolta – Vede – Interviene” (ndr reminiscenza del motto “Veni – Vidi – Vici” di cesariana memoria) a “Persone che proteggono persone”. La mission contenuta in un proclama tanto emozionale è perseguibile sicuramente in virtù del potenziale tecnologico insito nelle centraline di allarme wireless che, viaggiando su onde radio, non necessitano di collegamento Wi-Fi, assicurano standard di rete garantiti, sono dotate di sistemi anti-jamming e si possono controllare da smartphone oltre che da semplici chiavette.  D’altra parte, il vero “point-of-difference” risiede nella centrale operativa che è disponibile 24h/7, garantisce un tempo medio di risposta di 35 secondi, fa fronte, grazie alla costante presenza di operatori specializzati che si alternano, a qualsiasi necessità (p.e. di tipo sanitario, di emergenza) e, anche in virtù della geolocalizzazione, attiva forze dell’ordine e guardie private.

Il fatto che i dispositivi e le fotocamere che rilevano il movimento siano concepiti come emanazione fisica degli organi di senso degli addetti alla centrale operativa giustifica gli altissimi livelli di attenzione rivolti alla corretta manutenzione dell’impianto hardware e software, che viene sottoposto a check ripetitivi ogni 11 ore per l’identificazione di eventuali falle e costantemente aggiornato al rilascio di nuove versioni.

Se Verisure rappresenta una startup italiana dal 2013 con alle spalle la lunga storia di una multinazionale fondata più di trenta anni fa in Svezia e attualmente leader in America Latina e in Europa, più recente e tipica è la vicenda di Revofactory che, nata nel 2007, si colloca al secondo posto in Italia per l’offerta di gestionali destinati alle agenzie immobiliari.

Il titolare Cristian Fresolone ci ha condotti per mano in un viaggio nel tempo e nello spazio con l’obiettivo di dimostrare come sia concretamente possibile unire passioni coltivate fin dalla più tenera età e conoscenze acquisite in campo professionale dando vita e forma a un sogno. Partendo dall’era dall’informatizzazione domestica degli Anni ’70 e passando attraverso continui richiami a Steve Jobs, il “visionario per eccellenza”, siamo giunti agli investimenti in Bitcoin e alla tecnologia Blockchain per la raccolta di fondi, senza dimenticare quanto sia stata determinante l’idea di spalancare le porte ad Internet nel mondo immobiliare.

Il termine innovazione, traducibile nel tentativo di acquisire contemporaneamente e non alternativamente un vantaggio competitivo legato sia al valore che al costo, esprime perfettamente lo spirito guida di una startup che, avendo la fidelizzazione degli agenti come faro, cerca di soddisfare tutte le esigenze fornendo soluzioni complete, che spaziano dall’approntamento di siti web, applicazioni, social fino ad arrivare alla possibilità di attingere in modalità sharing al personale di segreteria. La varietà del mix è resa ancora più appetibile dal contenimento dei prezzi, che rispecchia una gestione oculata e improntata all’efficienza e all’industrializzazione di ogni singolo processo operativo, dalla vendita all’assistenza. Non stupisce, quindi, scoprire che scelte quali contrattualistica paperless, uffici ecologici e timeline autogestita completino il quadro dell’ambiente lavorativo.

Verisure e Revofactory, due esempi di startup tecnologiche così diverse: incentrata sull’offerta di un prodotto corredato da servizi sia ai privati che al business e  con presenza capillare sul territorio la prima, orientata alla gestione in termini produttivi dei servizi per una specifica categoria di utenti e centralizzata la seconda.

Nonostante le specificità dovute soprattutto all’area di business in cui è confinato il raggio d’azione di ciascuna, l’evento ospitato nella Casa degli Ingegneri ci ha permesso di cogliere elementi di affinità condivisi, forse sorprendentemente, con tutto il mondo delle realtà che si affacciano sul panorama competitivo 4.0. I fattori critici di successo sono, infatti, la centralità dell’uomo e della dimensione umana (con il recupero delle relazioni), l’acquisizione e incessante aggiornamento di conoscenze (sapere) e competenze (saper fare), l’importanza dell’informazione intesa non più come semplice dato in input/output bensì come valore da attribuire alle azioni che vengono compiute, l’integrazione comunicativa tra diversi sistemi la cui funzionalità si realizza nella massima flessibilità e continua riconfigurabilità.

Consapevoli che ciò che è potenzialmente in grado di riservarci il domani può essere straordinariamente positivo e vantaggioso per l’uomo, persino in una serata che non fa ben sperare per l’andamento del clima a livello globale, si può convintamente credere che “sebbene la direzione del vento non possa essere cambiata, siamo sicuramente in grado di orientare correttamente le vele” per cavalcare le onde del progresso senza farci travolgere.