DAL PROGETTO ALLA PISTA: DIALOGO TRA COMPETIZIONE E INGEGNERIA

DAL PROGETTO ALLA PISTA: DIALOGO TRA COMPETIZIONE E INGEGNERIA

Dalla progettazione automotive alla strategia di gara, dall’ingegneria in pista alle decisioni prese a 300Km/h, fino alla visione delle supercar, dove prestazione ed eleganza convivono. Grande partecipazione nell’Auditorium Scacchi della Camera di Commercio per il convegno organizzato dall’Ordine dal titolo: “Dal progetto alla pista – il dialogo tra competizione e ingegneria”.

Protagonisti dell’evento sono stati tecnici e sportivi delle corse automobilistiche e motociclistiche che hanno raccontato i ruoli dell’ingegneria sia in fase di progetto sia durante le competizioni a bordo circuito. “Progetto e pista sono due mondi solo apparentemente lontani – spiega Fabio Galimberti, ingegnere meccanico e moderatore dell’evento – Il progetto ingegneristico è ordine, controllo, previsione. La pista, invece, è incertezza, variabilità e rischio. Eppure, nelle competizioni, questi due mondi si completano. Un’auto o una moto da corsa non sono semplicemente ben progettate, ma sono interpretate, guidate, spinte oltre al limite”.

I professionisti che vivono, o hanno vissuto, in prima persona i massimi livelli della competizione e della progettazione di auto e moto, attraverso racconti e aneddoti, hanno confermato quanto sia fondamentale il dialogo tra piloti, ingegneri e team, pur partendo da competenze diverse.
Relatori della mattinata sono stati, infatti, l’ingegner Carlo Rota di CRC Engineering, Fabio Torelli, ex Ferrari GeS F1, Gianmario Meroni, direttore sportivo Ebimotors, l’ingegner Maurizio Soro di Nope Engineering, l’ingegner Marco Rigamonti di Ducati Corse, Corrado Fontana, pilota WRC, Luigi Pirollo detto “Gigi”, co-pilota WRC e l’ingegner Tiziano Badia, project Lead Design di Bugatti -Rimac Italia.
“Abbiamo esplorato il mondo dei motori – concludono l’ingegner Fabio Galimberti e l’ingegner Massimiliano De Rose, presidente dell’Ordine – cercando di capire quanta ingegneria c’è, ma anche quando istinto c’è. Alla fine, la prestazione è il risultato di un mix di diversi fattori in cui però l’aspetto organizzativo dell’ingegneria, così come quello umano, risultano molto importanti”.