Il saluto del neopresidente Massimiliano De Rose

Il saluto del neopresidente Massimiliano De Rose

All’inizio di un viaggio devono essere fissati degli obiettivi ambiziosi. Per poterli raggiungere sono necessari il lavoro ed il supporto di molte persone: questo è il motivo per il quale vorrei che l’Ordine fosse un luogo totalmente aperto agli iscritti, capace di coinvolgere con entusiasmo ogni collega.

 

Riqualificare la figura dell’Ingegnere, riavvicinandola alla società civile.

Gli Ordini provinciali sono stati istituiti allo scopo di tutelare il titolo professionale degli ingegneri, ovvero “garantire ai cittadini, alle aziende e alle pubbliche amministrazioni che i professionisti a cui essi si affidano abbiano determinate caratteristiche e rispettino un preciso codice deontologico ed etico”. Gli Ordini, dunque, offrono un servizio alla Società. Ed è per questo che gli ingegneri devono mantenere aperto un dialogo con la società. Devono comunicare. Comunicare significa non soltanto portare un messaggio, ma anche saper essere dei buoni ascoltatori. Vorrei smontare lo stereotipo dell’ingegnere, legato ad una visione del mondo concreta e tecnica a scapito dell’interesse verso le problematiche di stampo sociale, filosofico e umanistico. L’ingegnere, spesso descritto come una persona poco creativa, è invece colui che usa il proprio ingegno per immaginare il futuro; è colui che usa la propria fantasia e la propria visione per dare forma a qualcosa che prima non c’era. L’eterna disputa fra il bello e il funzionale  è inconsistente, poiché sono due facce della stessa medaglia. Le opere degli Ingegneri hanno da sempre suscitato la curiosità e l’ammirazione della gente: per questo vorrei aprire le porte dell’Ordine ai cittadini, parlando loro con un linguaggio semplice, attraverso momenti di incontro e convegni sviluppati appositamente. Vorrei raggiungere gli ingegneri di domani, sviluppando un vero e proprio servizio da offrire alle scuole della Provincia (elementari e medie), proponendo delle ore di lezione – o visite guidate – su argomenti e tematiche che si inseriscano nei programmi ministeriali.

 

Incidere sul territorio con proposte concrete e visionarie

Gli Ingegneri hanno l’obbligo di interagire e fornire il proprio punto di vista alle istituzioni che governano il territorio. Mi piacerebbe cambiare l’ordine con cui avviene questo dialogo, facendo in modo che la nostra categoria diventi parte attiva in questo processo. L’Ingegnere deve incidere sul territorio e sulla società facendo delle proposte che siano concrete ma, allo stesso tempo, proiettate nel futuro senza pregiudizi. Auspico una sinergia con le Università e le Scuole Secondarie di II grado che possa dar vita a iniziative, progetti e tesi di laurea, che tocchino temi vicini al nostro territorio, da proporre successivamente alle Amministrazioni Territoriali. Una sinergia in cui il nostro Ordine possa svolgere un ruolo guida, di coordinamento e supporto. In questo ruolo sarà importante e imprescindibile il supporto di molti colleghi iscritti, che invito a lasciarsi coinvolgere nella vita dell’Ordine. Le idee devono poter correre oltre i limiti della politica e della burocrazia. L’ingegnere deve tornare ad essere quel visionario che immagina e costruisce il futuro.

 

Tornare a pensare fuori dagli schemi

Troppo spesso le competenze e le abilità di approfondimento degli Ingegneri si scontrano con Leggi e Regolamenti che ne mortificano la grande preparazione tecnica. La normativa deve guidare la progettazione e tutelare la società, ma non deve diventare la prigione in cui rimangono rinchiuse le buone idee. Essere Ingegneri non significa solo saper fare bene i calcoli o interpretare una Normativa Tecnica: essere Ingegneri significa sapere risolvere problemi, anche e soprattutto al di fuori dagli schemi e dalle convenzioni. La Legge non deve determinare in modo impersonale un progetto, solo sulla base di parametri e requisiti minimi; sono le idee progettuali che devono, anzi, spingere la Normativa in una direzione piuttosto che in un’altra. Senza questa spinta non esiste progresso; senza andare oltre qualche limite faremo – magari molto bene – solo quello che già sappiamo fare. Anche in questo caso, è un problema di Comunicazione, che non avviene mai in una sola direzione: bisogna portare un messaggio e sapere ascoltare. Vorrei riuscire a veicolare questo punto di vista al legislatore e alle istituzioni (in sede Regionale attraverso la CROIL e in sede Nazionale con il CNI).

 

Chiudo con un doveroso augurio di buon lavoro ai miei compagni di viaggio e con un invito, rivolto a tutti i cittadini, a seguire i nostri canali social per rimanere informati sulle varie iniziative cui daremo vita.

 

Massimiliano De Rose